Ieri è stata una giornata strana. È iniziata con quella sensazione di lunedì, di ripresa, di inizio. Con quella sensazione di dover ricarburare, di ripartire. E invece la sensazione è stata diversa, in un certo senso un essere sul pezzo ma con quella confusione data dal "ma che giorno è oggi?" Di solito il mercoledì è il mio giorno di bilancio, è il giro di boa. Dove la settimana è esattamente a metà, ti guardi alle spalle e vedi i gg passati e avanti vedi quelli che verranno. Il tutto con una certa consapevolezza e un senso di continuità. Invece questa settimana è stato diverso. Questa volta al posto del giro di boa ci è stata una sosta, un piccolo molo dove fermarsi, riposarsi, rifocillarsi per poi ripartire. E mi è piaciuto e servito tantissimo. Però poi mi sono trovata questo giovedì col sapore di lunedì fino a una certa ora della giornata -circa metà mattina- per poi tramutarsi in un lunedì col sapore di giovedì, un po' quello che si assapora quando si fa la settiman...
Ed eccoci giunti all'ultimo giorno dell'anno... 365 giorni percepiti come facenti parte di un unico "pacchetto", che da stasera finisce e domani si inizia con un nuovo "pacchetto". Mi viene in mente quando ti regalano delle bustine di the - ne regalo e me le regalano spesso, perché sanno che amo i the e tisane - e quando è possibile le lascio nella loro confezione originale, in modo che sappia quante ne restano, quali sono e anche da dove e chi arrivano. Ho anche una bella scatola portabustine, di quelle con gli scomparti, dove poterle mettere tutte ordinate, divise per gusto, proprietà ed aromi. Penso che questi possano essere due bei modi per descrivere i modi diversi di vedere "il tempo" e con loro nello specifico la fine e l'inizio del nuovo anno. Mi spiego meglio: nella scatola portathe, non ci sono bustine con la stessa età, o che giungono dallo stesso posto ma c'è un ricircolo più o meno costante in base all'utilizzo, al peri...
Questo 2020 è stato strano, particolare e brutto. Per tutti. Però cerco di fare una sorta di elenco, in cui qua e là possiamo rivederci tutti. Per i più fortunati è stato "solo" all'insegna delle restrizioni, dei divieti, delle mascherine, del sanificante. Ovviamente oltre a una serie di persone che non si sono più potute vedere di persona. Persone che prima frequentavi, a cui vuoi bene, ma che per il bene di tutti eviti di vedere. E così iniziano le video chiamate agli amici così come ai nonni. Poi c'è chi ha avuto difficoltà lavorative, fatiche, limiti, cassa integrazione, diminuzioni produttive ed economiche. Chi addirittura ha chiuso un'attività, mettendo in difficoltà sé e chi lavorava, in quell'attività. In tutto ciò, sono gli operatori sanitari, coloro che hanno vissuto la pandemia in prima linea, che sono sempre stati lì a prendersi cura dei malati e ch hanno visto una serie di persone non farcela. Poi ci sono coloro che sto maledetto virus lo hanno pr...
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