Ieri è stata una giornata strana. È iniziata con quella sensazione di lunedì, di ripresa, di inizio. Con quella sensazione di dover ricarburare, di ripartire. E invece la sensazione è stata diversa, in un certo senso un essere sul pezzo ma con quella confusione data dal "ma che giorno è oggi?" Di solito il mercoledì è il mio giorno di bilancio, è il giro di boa. Dove la settimana è esattamente a metà, ti guardi alle spalle e vedi i gg passati e avanti vedi quelli che verranno. Il tutto con una certa consapevolezza e un senso di continuità. Invece questa settimana è stato diverso. Questa volta al posto del giro di boa ci è stata una sosta, un piccolo molo dove fermarsi, riposarsi, rifocillarsi per poi ripartire. E mi è piaciuto e servito tantissimo. Però poi mi sono trovata questo giovedì col sapore di lunedì fino a una certa ora della giornata -circa metà mattina- per poi tramutarsi in un lunedì col sapore di giovedì, un po' quello che si assapora quando si fa la settiman...
Ed eccoci giunti all'ultimo giorno dell'anno... 365 giorni percepiti come facenti parte di un unico "pacchetto", che da stasera finisce e domani si inizia con un nuovo "pacchetto". Mi viene in mente quando ti regalano delle bustine di the - ne regalo e me le regalano spesso, perché sanno che amo i the e tisane - e quando è possibile le lascio nella loro confezione originale, in modo che sappia quante ne restano, quali sono e anche da dove e chi arrivano. Ho anche una bella scatola portabustine, di quelle con gli scomparti, dove poterle mettere tutte ordinate, divise per gusto, proprietà ed aromi. Penso che questi possano essere due bei modi per descrivere i modi diversi di vedere "il tempo" e con loro nello specifico la fine e l'inizio del nuovo anno. Mi spiego meglio: nella scatola portathe, non ci sono bustine con la stessa età, o che giungono dallo stesso posto ma c'è un ricircolo più o meno costante in base all'utilizzo, al peri...
Violenza, una parola brutta, che spaventa. Ho letto articoli che riportano un milione e 800 mila donne vittime di violenza in Europa e 114 femminicidi in Italia dall'inizio dell'anno. Ma la violenza non è solo questa. È la frase limitante e demotivante, è la risposta maleducata e con immaginario di ripercussione. Anche i bambini subiscono violenze, da ciò che periodicamente si viene a sapere avvenire in luoghi che dovrebbero essere sicuri, fonti di educazione e sapere, di crescita e socializzazione come le scuole. E non solo, perché esiste il bullismo. Esistono genitori stanchi, assenti e demotivati. Gli anziani non sono da meno, nei centri e strutture che si dovrebbero prendere cura di loro accade a volte l'irraccontabile. Anche che gli uomini ne sono vittime, non sono solo carnefici. Magari di una violenza diversa, meno fisica, più psicologica. A casa o spesso nei posti di lavoro. È violenza farlo sentire inadeguato, non valorizzato e limitarl...
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