Ieri è stata una giornata strana. È iniziata con quella sensazione di lunedì, di ripresa, di inizio. Con quella sensazione di dover ricarburare, di ripartire. E invece la sensazione è stata diversa, in un certo senso un essere sul pezzo ma con quella confusione data dal "ma che giorno è oggi?" Di solito il mercoledì è il mio giorno di bilancio, è il giro di boa. Dove la settimana è esattamente a metà, ti guardi alle spalle e vedi i gg passati e avanti vedi quelli che verranno. Il tutto con una certa consapevolezza e un senso di continuità. Invece questa settimana è stato diverso. Questa volta al posto del giro di boa ci è stata una sosta, un piccolo molo dove fermarsi, riposarsi, rifocillarsi per poi ripartire. E mi è piaciuto e servito tantissimo. Però poi mi sono trovata questo giovedì col sapore di lunedì fino a una certa ora della giornata -circa metà mattina- per poi tramutarsi in un lunedì col sapore di giovedì, un po' quello che si assapora quando si fa la settiman...
A volte le giornate somigliano a un mandarino. Quel frutto che se bello maturo e sodo è dolce e succoso. "Se" . A volte non è proprio perfetto. E diciamocelo, non serve che lo sia. Tornando al mandarino, a volte c'è quello perfetto, ma spesso ha qualche imperfezione sulla buccia: più scura da un lato, una parte appiattita, un pallino dove si evince che all'interno potrebbe essere tocco... Insomma l'immaginazione vaga. A volte, per il desiderio di mangiarlo, per fretta o per distrazione si inizia ad aprirlo senza notare questi dettagli, sempre se non troppo evidenti. Una volta sbucciato, anche lì, è difficile trovare il mandarino perfetto, con gli spicchi belli arancioni, cicciotti, morbidi e sodi allo stesso tempo. Spesso ci si trova uno o due spicchi un po' rinsecchiti, pallidi, forse dove era stato appoggiato o dove si trovava una piccola ammaccatura della buccia. Però solo qualche spicchio, spesso solo uno. ...
Ed eccoci giunti all'ultimo giorno dell'anno... 365 giorni percepiti come facenti parte di un unico "pacchetto", che da stasera finisce e domani si inizia con un nuovo "pacchetto". Mi viene in mente quando ti regalano delle bustine di the - ne regalo e me le regalano spesso, perché sanno che amo i the e tisane - e quando è possibile le lascio nella loro confezione originale, in modo che sappia quante ne restano, quali sono e anche da dove e chi arrivano. Ho anche una bella scatola portabustine, di quelle con gli scomparti, dove poterle mettere tutte ordinate, divise per gusto, proprietà ed aromi. Penso che questi possano essere due bei modi per descrivere i modi diversi di vedere "il tempo" e con loro nello specifico la fine e l'inizio del nuovo anno. Mi spiego meglio: nella scatola portathe, non ci sono bustine con la stessa età, o che giungono dallo stesso posto ma c'è un ricircolo più o meno costante in base all'utilizzo, al peri...
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